Riporto il resoconto riguardante la partecipazione della Curva Nord di Udine alla manifestazione:
For once in my life I’ve got something to say
I wanna say it now for now is today
A love has been given so why not enjoy
So let’s all grab and let’s all enjoy
If the kids are united then we’ll never be divided
If the kids are united then we’ll never be divided
Just take a look around you
What do you see
Kids with feelings like you and me
Understand him, he’ll understand you
For you are him, and he is you
If the kids are united then we’ll never be divided
If the kids are united then we’ll never be divided
If the kids are united then we’ll never be divided
If the kids are united then we’ll never be divided
I don’t want to be rejected
I don’t want to be denied
Then its not my misfortune
That I’ve opened up your eyes
Freedom is given
Speak how you feel
I have no freedom
How do you feel?
They can lie to my face
But not to my heart
If we all stand together
It will just be the start
If the kids are united then we’ll never be divided
If the kids are united then we’ll never be divided
Per una volta nella mia vita ho qualcosa da dire
Voglio dirla adesso, perché ora è oggi
Un amore è stato afferrato e pagato
Così facciamolo tutti e divertiamoci tutti insieme
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Dà solo uno sguardo intorno a te
Cosa vedi?
Ragazzi con sensazioni simili alle tue e alle mie
Capisci lui, e lui capirà te
Perché tu sei lui, e lui è te
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Non voglio essere rifiutato
Non voglio essere un’incognita
E così non è una mia sfortuna
il fatto di averti aperto gli occhi
Ci è stata data la libertà
parla come ti senti
Io non ho libertà
come ti senti?
Possono mentirmi in faccia
ma non al mio cuore
se stiamo tutti uniti
sarà solo l’inizio
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Se i ragazzi sono uniti non saranno mai divisi
Quello che vi abbiamo appena proposto, prima nella versione originale in lingua inglese poi nella traduzione in italiano, è un pezzo musicale degli Sham 69 “If the kids are united”. Il titolo di questa canzone è stato ripreso nello striscione d’apertura del corteo per la manifestazione del 14 novembre a Roma contro questa tessera del tifoso. Come annunciato una delegazione della Curva Nord di Udine a rappresentanza di tutti i gruppi ha sfilato per le vie della Capitale insieme a molti altri ragazzi come noi, dallo spirito libero, per gridare no a questo ennesimo abuso. Prima di tirare le dovute conclusioni di questa importante giornata per il movimento ultras nazionale vi presentiamo il resoconto di questa particolare trasferta non a seguito delle Zebrette ma a sostegno dei nostri ideali e a salvaguardia del futuro del tifo organizzato duramente compromesso da assurde leggi restrittive.
Come curva nord riusciamo a riempire un pullmann e un furgone da 9. Come gruppo rispondiamo abbastanza bene a questo importante avvenimento con oltre venti unità presenti. Peccato che l’influenza abbia costretto alcuni a dare forfait e che altri non abbiano capito fino in fondo l’importanza di esserci. la partenza è fissata per venerdì sera intorno alle dieci dal ristorante “Napoleone” di Castions dove il pullman avrebbe fatto tappa per accoglierci a bordo. Altro stop a Portogruaro per raccogliere gli ultimi della truppa e siamo ufficialmente in viaggio. Prima di recuperare le energie con un pò di ore di sonno i chilometri sono accompagnati da molte birre e intrattenimenti vari. Le aspettative sulla manifestazione sono davvero molte e lo testimoniano le continue discussioni. Quanti saremo? Andrà tutto bene? Servirà a scongiurare questa stramaledetta “tessera del tifoso”? Sono alcune delle inevitabile domande che tutti ci siamo posti durante il tragitto. Le tappe nei vari autogrill sono una buona occasione per attaccare qualche stendardo “usa e getta” contro la tessera e lasciare qualche segno a spray del nostro malcontento verso questo strumento classista e antidemocratico. Arriviamo a Roma che sono da poco passate le 9. Ad attenderci ci saranno i ragazzi dei “Fedayn”, tra gli organizzatori della manifestazione e che abbiamo avuto modo di conoscere in occasione di Udinese-Roma, i quali ci accompagneranno in un parcheggio nei pressi di Cinecittà. Scendiamo, vengono ditribuite le t-shirt fatte stampare per l’occasione come da accordi (sul fronte “no alla tessera del tifoso” e sul retro “curva nord Udine” e ci dirigiamo verso la fermata della metropolitana per raggiungere il luogo da cui prenderà vita il corteo. Verso le 10, in perfetto orario, arriviamo in piazza dell’Esquilino dove si vede già qualche rappresentanza ultras di diverse città ma il grosso deve ancora arrivare. Gli organizzatori predisporrano per ogni città dei ragazzi che faranno da riferimento alla propria tifoseria in modo da rendere più semplice ed immediata qualsiasi tipo di comunicazione. La piazza inizia a riempirsi. Inevitabile il ritardo visto che l’Italia geograficamente non facilita gli spostamenti. Ci sono gruppi che arrivano come noi dal Friuli ma anche dalla Sicilia e qualche ritardo era immaginabile e giustificabile. Gli organizzatori decidono di iniziare il corteo, si parte. L’adrenalina cresce. Ad aprire le danze, in testa al corteo, lo striscione “se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti” sorretto in alto come se fosse un grande stendardo. Dopo essersi allineati e predisposti il corteo parte... i primi cori che vengono lanciati sono per Gabriele a pochi giorni dall’anniversario della sua morte e chiaramente contro la tessera. Imbocchiamo via Cavuor e l’aria viene attraversata dall’odore acre di qualche torcia e rimbombano alcuni bomboni. Mentre le forze dell’ordine osservano lo svolgimento regolare dei fatti si alza il coro contro Spaccarotella che accompagnerà molti dei nostri passi. Ci si è guardati in cagnesco a più riprese, attrito ed elettricità nell’aria dopo i primi cori per così dire “provocatori” ma oggi alle Forze dell’Ordine non conveniva cercare la “scusa” buona per roteare i manganelli ma neppure a noi cadere nella trappola delle provocazioni che ci avrebbero messo pesantemente alla gogna mediatica che, comunque, non ha tardato a storpiare la veridicità dei fatti. Non ci sono stati scontri come qualche telegiornale ha voluto far credere e la presenza numerica è stata oltre i numeri riporati da qualche giornalista che voleva far passare sottotono la nostra marcia di protesta. Un clichè già visto più e più volte quando al centro della notizia sono gli ultras. Una volta giunti in via dei Fori Imperiali ogni tifoseria si raggruppa dietro il proprio striscione realizzato per l’occasione. Noi sosteniamo quello giallo e nero recante la semplice ma diretta scritta “No alla tessera del tifoso”. Questa scelta frammenterà un pò il corteo e non agevolerà i cori di protesta che dovrebbero essere seguiti all’unisono ma, al contrario, saranno diversi i focolai di cori di protesta che non avranno un coordinamento unico: c’è chi ricorda Gabriele, chi i nemici storici in divisa o lo Stato reo di questa situazione. Ovviamente c’è qualche dedica personale anche per il sig. Maroni. Si sono levate, inoltre, legittime rivendicazioni per il ripristino degli strumenti di tifo come tamburi, striscioni, bandiere e fumogeni, la cui proibizione davvero nulla apporta alla presunta “lotta alla violenza” e sembra piuttosto una sciocca punizione dal valore pedagogico nullo, solo per puro e sterile esercizio di potere, come il babbo che manda a letto il bambino monello senza cena o senza tv.
Sfiliamo a fianco del Colosseo lasciando sbigottiti molti turisti presenti davanti a questo pezzo di storia che non capiscono ma non mancano di immortalare questo momento con le loro macchine fotografiche. Solo una volta giunti a piazza Bocca della Verità riusciamo ad avere finalmente un’idea generale sul numero di presenti. Circa 7.000 i presenti. A essere sinceri pensavamo che il tetto dei 10.000 fosse facilmente superabile ma bisogna soprattutto sottolineare che chi si è mosso l’ha fatto a proprie spese senza alcun aiuto da parte di sindacati o movimenti politici come accade generalmente in altri frangenti. Questo un elenco approssimato, e ci scusiamo con chi non figurasse nell’elenco ma ai quali va comunque un sentito grazie, delle piazze presenti fianco a fianco nella Capitale: Roma, Lazio, Latina, Frosinone, Reggio Emilia, Rimini, Fano, Cosenza, Monopoli, Enna, Siracusa, Velletri, Andria, Barletta, Casarano, Benevento, Ancona, Juventus, Inter, Recanati, Arezzo, Avellino, Manfredonia, Fasano, Vercelli, San Cataldo, Cava de’ Tirreni, Civitanova Marche, Legnano, Sora, Isola Liri, Termoli, Fermo, Poggibonsi, Messina, Cesena, Taranto, Melfi, Nardò, Cerignola, Torre Annunziata, Varese. Molte le tifoserie del sud Italia e delle serie minori e peccato per le grandi assenze che avrebbe davvero dato un importante appoggio a questa iniziativa. Non ci permettiamo di criticare nessuno, ognuno ha sicuramente le sue buone ragioni, ma crediamo che, soprattutto di fronte a questa drammatica situazione per il mondo ultras, si potesse essere davvero tutti uniti. Qui ci disponiamo lungo la circonferenza segnata dai nostri striscioni di protesta. Come Curva Nord ci raggruppiamo dietro lo striscione “Se non vuoi uno stadio vuoto e silenzioso grida no alla tessera del tifoso” e seguiamo con interesse gli interventi di vari invitati. Oltre che un paio di rappresentati di tifoserie (il microfono era comunque aperto a tutti, e ciò è stato ribadito più volte) e i membri della famosa equipe di avvocati che tutti conoscono e che da sempre si battono per la causa ultras, hanno preso la parola anche alcuni esponenti politici in formazione bipartisan, da Alessandro Cochi, delegato allo Sport al Comune di Roma al senatore dei Radicali Mario Staderini, per finire a Paolo Cento, anche lui dalla parte degli ultras sin da tempi non sospetti. Dopo circa un’ora si è conclusa ufficialmente questa importante manifestazione. Dopo alcune chiacchiere con alcuni ragazzi di altre tifoserie che non può che essere stimolante abbiamo ripreso la via di casa consapevoli di aver contribuito a questa giusta causa. Lungo il viaggio di ritorno ci siamo fermati all’autogrill “Badia al Pino” tragico teatro dell’omicidio di Gabriele dove il nostro gruppo ha depositato ai piedi di quel cartello che una volta era ricoperto da centinai di sciarpe, prima di venir ripulito quasi a nascondere quanto accaduto due anni fa, un mazzo di fiori con la frase “quando la legge diventa ingiusta i giusti diventano fuorilegge”.
Friulani al seguito-Udine
barcollomanonmollo 1997
AVE UDIN CAPITAL DAL FRIUL

NEL DUBBIO......BEVI UNA BIRRA!!! BIRRA!GRANDE!SUBITOOOO!
